Biella Città Arcipelago: st-azioni, tra mobilità e spazio pubblico

Biella Città Arcipelago: st-azioni, tra mobilità e spazio pubblico

L’idea di fondo dell’Isola della Mobilità - nell’ambito dell’idea più ampia della Città Arcipelago - parte da un presupposto semplice ma ambizioso: Biella non deve crescere espandendosi, ma rafforzando e mettendo in relazione ciò che già esiste. Oggi la città è composta da diversi poli vitali – culturali, produttivi, formativi – che funzionano come isole. La sfida è collegarle tra loro in modo coerente, accessibile e sostenibile, mettendo in evidenza lo spazio “tra” che è luogo, appunto di comunicazione.

Per essere più precisi, un’idea di espansione può essere prevista, ma all’interno di una strategia territoriale più ampia, tesa a radicare meglio il capoluogo nei comuni contermini: Occhieppo, Ponderano con l’Ospedale, Candelo, Ricetto e Baraggia, Pollone, Burcina, Oropa, la valle del Cervo, Candelo e il Ricetto, le colline verso Vigliano e Valdengo. 

In questa prospettiva, un primo ambito fondamentale è l’EST-urbano*, dove si concentrano realtà già fortemente riconosciute. Pensiamo al polo della cultura e dell’innovazione, che include esperienze come Cittadellarte, la Fondazione Sella, SellaLab, Woolbridge, Teatrando e altre iniziative che negli anni hanno costruito un ecosistema dinamico e attrattivo, ma sostanzialmente difficilmente accessibile se non in automobile privata o in taxi. A questo si affiancano Città Studi e Cascina Oremo, luoghi centrali per la formazione, la ricerca e il welfare, che rappresentano un altro nodo strategico della città contemporanea.

Questi poli non vanno ripensati da zero, ma integrati tra loro e verso i comuni vicini, ma soprattutto messi in relazione con un’infrastruttura chiave: la stazione di Biella San Paolo. La stazione che non è quindi solo un punto di arrivo o di partenza, ma deve diventare una vera porta urbana, il luogo da cui partono e arrivano i collegamenti ferroviari verso Torino e Milano e, allo stesso tempo, il principale nodo di interscambio per la mobilità locale, superando le attuali condizioni di esercizio, del tutto inaccettabili per il ruolo territoriale attuale e per le prospettive future di attrattività della Città.

Da qui nasce la proposta di strutturare la città attorno a due grandi assi di connessione, facilmente leggibili anche per chi non è esperto di urbanistica.

Il primo è il cardo, ovvero l’asse nord-sud: un percorso continuo che collega la stazione al torrente Cervo, con estensioni che vanno dagli Orsi fino al Gorgomoro. Questo asse diventa una spina dorsale urbana, capace di cucire insieme quartieri, spazi pubblici e funzioni diverse.

Il secondo è il decumano, l’asse est-ovest, che mette in relazione diretta la stazione con Città Studi, rafforzando il legame tra mobilità, formazione e innovazione.

È cruciale che la qualità urbana del cardo e del decumano non sia affrontata come una semplice questione infrastrutturale, ma diventi un vero e proprio progetto di paesaggio. Questo significa pensare questi assi come spazi da vivere, non solo da attraversare, in cui il verde e la presenza degli alberi svolgono un ruolo centrale. Questo vale di certo per l’asse di via Carso, ma anche per il parcheggio della stazione, che deve diventare un parcheggio-parco, un piazzale ombreggiato e non una distesa di asfalto assolata e impraticabile nei mesi estivi.

Il verde e la qualità dello spazio urbano, infatti, non è un elemento decorativo, ma uno strumento fondamentale per garantire la camminabilità e il comfort degli spazi anche minimi come i marciapiedi, lungo le strade e naturalmente nelle piazze: offre ombra, migliora il microclima, riduce l’impatto del traffico e rende il percorso più sicuro e piacevole. Tutti fattori decisivi e non solo per chi si muove a piedi o in bicicletta, non solo per “andare” ma anche per chi cerca semplicemente uno spazio dove “stare”.

Questa attenzione è particolarmente importante lungo alcuni tratti strategici:
tra la stazione e il centro, che rappresenta il primo contatto con la città; tra il centro e Città Studi, lungo via Lamarmora, asse fondamentale per studenti, lavoratori e cittadini; tra il centro e il torrente Cervo, lungo via Cernaia e via Italia, dove il collegamento fisico può diventare anche un’occasione per rafforzare il rapporto tra città e paesaggio naturale.

In questo modo, cardo e decumano non sono solo linee di collegamento, ma diventano corridoi verdi, capaci di unire mobilità sostenibile, qualità dello spazio pubblico e identità urbana, contribuendo in modo concreto alla visione della Biella come Città Arcipelago.

Perché questo disegno funzioni davvero, è però indispensabile adottare anche una logica multimodale e intermodale. In altre parole, muoversi in città deve essere semplice indipendentemente dal mezzo utilizzato, e soprattutto deve essere facile passare da un mezzo all’altro. Il treno deve dialogare con autobus e bus urbani, con l’automobile, ma anche – e sempre di più – con la bicicletta e i percorsi pedonali. La stazione e i principali nodi urbani devono diventare luoghi in cui questi diversi modi di spostarsi si incontrano in modo naturale e sicuro.

In questo senso, la mobilità non è solo una questione tecnica, ma uno strumento per costruire una città più accessibile, inclusiva e sostenibile, in cui le “isole” dell’arcipelago urbano non siano più separate, ma parte di un sistema vivo e interconnesso.





1* EST-Urbano è la parte orientale della città di Biella che va dal ponte della Maddalena a quello della Tangenziale, sviluppandosi tra il torrente Cervo e la via Carso. Pochi km quadrati di un paesaggio complesso: aree industriali rigenerate che ospitano fondazioni di rilievo internazionale, l’ex Ospedale degli Infermi, le fabbriche dismesse e degradate dei Lanifici Rivetti, una balconata naturale di grande rilievo, un “bosco in città” tutto da inventare, un’area coltivata dove si fa agricoltura biologica grazie a una rete di imprese agricole sostenibili. E poi ci sono grandi fabbriche ancora attive come il complesso dei Lanifici Cerruti, due quartieri – San Paolo e Chiavazza – con scuole e attività, la principale stazione ferroviaria della città.
Con la campagna EST-Urbano vogliamo mobilitare opinione e interesse attorno al futuro dell’area EST di Biella perché sia riconosciuta – dai cittadini, dalle istituzioni – come un sistema urbano unico e coerente.
Per questo l’Osservatorio Biellese Beni Culturali e Paesaggio propone l’avvio di un Patto di Collaborazione che abbia come oggetto la creazione di un Sentiero dell’EST-Urbano.
Per approfondire:
https://osservatoriobiellesepaesaggio.org/un-patto-di-collaborazione-per-il-sentiero-dellest-urbano/

2* Il Patto di collaborazione è l’accordo attraverso il quale uno o più cittadini attivi e un soggetto pubblico definiscono i termini della collaborazione per la cura di beni comuni materiali e immateriali. In particolare, il Patto individua il bene comune, gli obiettivi del Patto, l’interesse generale da tutelare, le capacità, le competenze, le risorse dei sottoscrittori (quindi anche dei soggetti pubblici), la durata del Patto e le responsabilità (https://www.labsus.org/cose-un-patto-di-collaborazione/).

Link utili legati all’isola “Mobilità e Accessibilità” di Biella Città Arcipelago
- Progetto Woolscape, Itinerari della Lana in bicicletta:
www.woolscape.it
-
Video del Forum “Mobilità e Sostenibilità” del 16 dicembre 2023 (Presentazione di Andrea Rolando al 1:15)
- Presentazione di Luciano Rossi in occasione del Forum organizzato per i ragazzi e ragazze della
scuola di politiche territoriali il 21-23 novembre 2025
- Presentazione del progetto in occasione della
firma del protocollo di Biella Città Arcipelago con Comune e Provincia


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